mercoledì 29 luglio 2015

Consiglio Comunale del 29 Luglio 2015

ORDINE DEL GIORNO

Il consiglio si riunisce per quella che è forse la seduta più "delicata" dell'anno, dove è prevista la messa in approvazione del bilancio, delle tasse, imposte e tariffe varie dei servizi. Ho ritenuto opportuno non presentare mozioni e interrogazioni nell'ultimo mese per non distogliere la giunta e gli uffici dal lavoro di preparazione del previsionale e dei vari documenti correlati…e anche perché pure io sono un pò stanco, in fondo ho dato abbastanza finora. Ho effettuato alcune interrogazioni "al volo" (question time) durante la seduta, per dare un po’ di contenuto alla discussione. In particolare ho portato quesiti e proposto soluzioni e considerazioni che trovate ai relativi link, in merito a:

 

PERFORMANCE DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA;

 

GESTIONE IMU E TASI;

 

SANZIONI (MULTE) DA VIOLAZIONI DEL CODICE DELLA STRADA.

 

Ho avuto un riscontro soddisfacente riguardo alla raccolta differenziata, dove i buoni risultati statistici sembrano incoraggiare la maggioranza a tentare il salto di qualità nei numeri, utilizzando accorgimenti innovativi (differenziata = + benessere ambientale - meno da pagare). Ho avuto riscontro parzialmente soddisfacente per la gestione IMU e TASI, ove la maggioranza riconosce alcune lacune ma sembra un pò restia a muoversi. Sono rimasto invece non soddisfatto riguardo alla risposta relativa alle multe: rispetto agli altri comuni vicini ne facciamo troppo poche, il disordine regna e si percepisce l'assenza del controllo, che “autorizza” comportamenti scorretti. Nella sostanza la maggioranza concorda con l'analisi ma non si vuol far carico di sanzionare i trasgressori, sperando in una auto-educazione del cittadino. Su questo ho avuto anche un vivace, teatrale (e direi simpatico) scambio verbale e gestuale con l'assessore Dott. Garampazzi. Mi sono astenuto su tutti i punti (confermate le aliquote TASI, IRPEF, TASI) eccetto sull'innalzamento delle aliquote IMU e sul Bilancio, dove ho votato contro. Riguardo all'innalzamento delle aliquote IMU motivo il voto contrario con le seguenti CONSIDERAZIONI. Riguardo al bilancio, essendo lo stesso strumento di programmazione politica, prima che contabile, ho votato contro perché secondo me la maggioranza dovrebbe avere più coraggio, dare impronta alla sua azione, ponendosi degli obiettivi, magari piccoli, ma mirando a coglierli. Al momento vedo un'azione troppo tesa a essere "promossi" nei numeri e poco volta al raggiungimento di un miglioramento amministrativo. Leggo la mia DICHIARAZIONE DI VOTO e poi buonanotte a tutti, con sogni d'oro, d'argento e di cristallo!

 

P.S.

Ho letto sulla stampa locale del rinnovamento ai vertici del locale circolo del PD. Attraverso questo mio spazio web faccio i migliori auguri alla nuova segretaria e al nuovo vice-segretario per un buon lavoro. Se posso permettermi un auspicio è quello di vederli più concentrati - rispetto alle precedenti segreterie - sulle tematiche grignaschesi, attraverso opinioni, proposte, progetti, iniziative. A breve la commissione consiliare di revisione dello statuto comunale si insedierà: potrebbe essere buona cosa, oltreché giusta, viste le dimensioni del suo consenso, che il PD portasse qualche idea. Ovviamente l'invito è rivolto anche ai rappresentanti del M5S e delle altre forze politiche che non si sentono rappresentate dall'attuale composizione del consiglio comunale, e ai cittadini tutti.

Davide Donà

venerdì 26 giugno 2015

Consiglio Comunale del 26 Giugno 2015

Convocazione "insolita" del consiglio, in quanto al di fuori delle normali scadenze di legge. In verità un pò l’avevo richiesta, presentando una proposta di delibera riguardo alla ricognizione degli organismi collegiali, prevista dall’art.96 del TUEL entro il 30 giugno. Ma non essendo argomento così rilevante presumevo che sarebbe stato accorpato alla scadenza di luglio (bilancio di previsione). Comunque ben venga una seduta in più, ne do atto al sindaco e lo ringrazio per l’apertura.
Punto 1
Approvazione dei verbali della seduta precedente
Si comincia con l’approvazione dei verbali: qui intervengo facendo notare che nel verbale relativo alla mia mozione, respinta, sulla sicurezza stradale, manca l’allegato con il quale la maggioranza dovrebbe dichiarare le motivazioni della propria posizione a fronte della mia contestazione riguardo a specifiche norme del codice della strada. L’allegato è richiamato in verbale ma non c’è: momento di panico...abbastanza imbarazzante. Di fronte alla mia osservazione viene fuori che non si sa se tale allegato: 1) esiste, 2) se esiste dov’è, 3) a chi toccava inserirlo. Emerge chiaro che i verbali, dati per letti in sede di approvazione, in effetti non li legge nessuno e tutti alzano la mano ci fosse anche scritto che il sindaco si chiama Paperino e i consiglieri Qui, Quo e Qua. Per leggere i verbali ci va mezz’ora di tempo, una biro e un foglio per segnarsi le discrepanze... è DOVERE dei consiglieri farlo. Stesso problema per il verbale relativo alla mia interrogazione sui lavori alle scuole: viene citato un fantomatico allegato con la risposta dell’ufficio tecnico, che in realtà sembra non esistere…anche qui mistero. Mi astengo sull’approvazione, avendo garanzia e speranza che i verbali verranno completati a dovere. Qui i miei rilievi che ho fatto mettere agli atti. Trovo poi per lo meno bizzarro che la maggioranza approvi dei verbali che non ha letto e che ho dimostrato essere palesemente e sostanzialmente incompleti: secondo me l’approvazione andava rimandata alla prossima seduta.
Punto 2
Regolamento mense e servizi extrascolastici
Si passa poi all’approvazione di un regolamento sull’accesso alle mense e ai servizi extrascolatici. Mi pare tutto sommato completo e corretto e quindi mi astengo.
Punto 3
Istituzione e regolamento commissione statuto comunale
Si arriva a un punto per me piuttosto importante. Anche, ma soprattutto a seguito, di una mia mozione, con tanto di relazione tecnica, approvata dal consiglio nel settembre 2014 (che nessuno pare aver letto, da quello che mi viene poi detto), si propone di istituire una commissione di studio per affrontare l'adeguamento dello statuto comunale. Suggerisco di aprire la commissione a tutti i consiglieri, e non solo a 3 di essi, come previsto dalla bozza di regolamento che si vuol votare. Questo per permettere a TUTTI di farsi un minimo di cultura sulle basi del diritto degli enti locali. Questa idea ha quasi l’effetto di una bestemmia in chiesa. Mi dicono no, non si può fare e si appellano a motivazioni riguardo al fatto che commissioni troppo numerose lavorerebbero male. Il senso è: si è sempre fatto così e così si deve continuare. Ma, io credo, un pò di fantasia, un tentativo di cambiare le solite prassi logorroiche e antiquate non si potrebbe fare? NO. Aggiungo che siamo qui, TUTTI, a votare provvedimenti dove le norme di legge vengono citate a ogni riga e  c’è l’occasione, per TUTTI, di farsi un auto-formazione per avere un pò di SCIENZA E COSCIENZA in più, e non la cogliamo? NO. Vabbè, si va all’elezione di questa commissione e ringrazio Luca, Gaetano e Massimo per avermi votato permettendomi di far parte di tale gruppo di lavoro, al quale cercherò di dare il mio massimo contributo e impegno, tenendo informati i miei colleghi di minoranza e raccogliendo le loro proposte. Qui le mie proposte di modifiche al regolamento portato in consiglio dalla giunta.
Punto 4
Ricognizione organismi collegiali
Si passa alla trattazione riguardante la ricognizione annuale atta a confermare le varie commissioni consiliari. Suggerisco, secondo logica, di inserire la conferenza dei capigruppo consiliari, prevista per statuto e mai convocata e neppure regolamentata: anche in questo caso la maggioranza va un pò in stand-by e si appella al fatto che il termine conferenza non vuol dire commissione...mah...ho letto decine di delibere di altri comuni dove tale organismo viene inserito fra le commissioni.... La conferenza dei capigruppo a mio avviso è importante perchè dovrebbe essere la sede dove la maggioranza informa la minoranza sulle sue attività e sulla programmazione dei lavori del consiglio...ma, come si diceva in un famoso film: “che te lo dico a fare?”, mi sembra di parlare un linguaggio alieno...e mi sento anche un pò alienato a dire la verità. Suggerisco poi di inserire tra le commissioni in elenco anche l’appena nata commissione di studio sullo statuto: qui trovo la maggioranza piuttosto in accordo, anzi, in prospettiva delineano la possibilità di renderla permanente, e lo trovo senz’altro giusto. Le mie considerazioni rese a verbale su questo punto le trovate qui.
Punto 5
Interrogazione parcheggi selvaggi sulla provinciale
Si parla poi dell’interrogazione di Luca e Gaetano sul problema dei parcheggi selvaggi nel tratto di strada provinciale vicino alla birreria e ad altri locali molto frequentati. Il fatto ha già generato pericolosi incidenti stradali ed è anche un notevole disturbo alla quiete degli abitanti della zona. Luca chiede di ragionarci sopra, cercando una soluzione che non danneggi gli esercizi commerciali, ma che nel contempo ripristini un’adeguata sicurezza stradale. Da parte mia non posso che associarmi alle argomentazioni esposte, il problema esiste e pure a me è stato fatto presente anche da persone che arrivano da fuori zona. Anche il sindaco si trova d’accordo sul sussistere del fatto e assicura un minimo di intervento, almeno a livello di segnaletica. Speriamo e aspettiamo fiduciosi: forse anche qualche sanzione a scopo educativo servirebbe allo scopo.
Punto 6
Mozione per il Consiglio dei Ragazzi
Si affronta poi la mia mozione relativa alla proposta di istituire il consiglio comunale dei ragazzi. Mi risponde il vice-sindaco. In pratica capisco che l’idea non viene ritenuta malvagia (anche perchè vi è tutta una serie di studi, pubblicazioni ed esperienze ventennali che lo supportano). Però, in estrema sintesi, mi dicono che il progetto deve partire dalla scuola, perchè l’amministrazione non ha le competenze per farlo, e che quindi dovrei proporlo (io) alla scuola stessa...questa risposta mi fa capire che: 1) non hanno fatto lo sforzo di andarsi a vedere qualche esempio concreto di realizzazione (anche in diversi comuni vicini al nostro): questo gli avrebbe fatto capire che il progetto deve essere di iniziativa dell’amministrazione, come da logica, in quanto si tratta di coinvolgere i ragazzi giustappunto nell’amministrazione 2) non hanno voglia di impegnarsi, e quando gli faccio presente che il progetto è avviato in più di 100 comuni piemontesi mi dicono che “qui non siamo in altri comuni, qui siamo al comune di Grignasco!" io comunque una bozza di progetto l’ho scritta e la faccio mettere agli atti, nonostante la cosa dia un pò fastidio: la trovate qui. Dall’assessore all’istruzione e dal consigliere delegato alle politiche giovanili silenzio tombale su questo argomento di loro competenza...sigh, che tristezza amministrativa.  Il concetto della mancanza di competenza, che l’amministrazione gioca come jolly su ogni proposta per scaricare il barile, è limitativo: cioè, è ovvio che non si possono avere competenze in tutto, ma bisogna anche cercare di crearsele. Un simile modo di ragionare, applicato a un’azienda privata, porterebbe al fallimento immediato. Si va ai voti, dove mi becco 12 voti contrari e solo il mio favorevole.
Punto 7
Mozione per il Baratto Amministrativo
Discorso abbastanza simile anche sulla mozione del Baratto Amministrativo. Sempre il vice-sindaco mi risponde che l’idea è apprezzabile ma difficilmente percorribile e regolamentabile...e poi il comune di Grignasco le manutenzioni le assicura puntualmente, non serve la collaborazione dei cittadini. Vabbè, potremmo discutere fino a notte fonda del discorso delle manutenzioni e dei piccoli lavori pubblici. Ma in fondo basta guardare un pò in giro per capire.
Per quanto riguarda la regolamentazione della materia, qualcuno lo ha già fatto, egregiamente, in giro per l’Italia, ma “qui non siamo in giro per l’Italia, qui siamo al comune di Grignasco”!
A questo punto non ho forse neanche più tanta voglia di continuare ad argomentare, e poi dalle parole che mi dicono in fondo capisco che anche qui si tratta di zero voglia di sperimentare, di provarci, più che di una chiusura sul contenuto. Si va ai voti, dove prendo i soliti 12 voti contrari e solo il mio favorevole.
Punto 8
Interrogazione per il campetto di Villaggio Europa
Concludo la serata con un classico: l’interpellanza relativa al campetto del Villaggio Europa. Auspico per lo meno una pulizia anti-degrado e anti-pericolo a causa della fatiscenza delle strutture. Devo dire, e lo dichiaro al Sindaco, che l’amministrazione Beatrice rispetto alla precedenti qualcosa in più ha fatto per quest’area, perlomeno tagliando ogni tanto l’erba. Faccio anche presente che, quando è pulita, qualche cittadino ci va, quindi in fondo si potrebbe tentare un ripristino. Il sindaco mi risponde che ha contatti con una squadra di rugby, che potrebbe essere interessata all’uso del campo, e spera che la cosa vada in porto. Mi dichiaro per questo soddisfatto e fiducioso.
Conclusioni
In chiusura, in assenza delle comunicazioni del sindaco e degli assessori (non hanno mai niente da dire…sono così piatti, ordinari), domando per quando è prevista la seduta per l'approvazione del bilancio 2015: mi dicono entro il mese di luglio. A margine segnalo un commento, molto azzeccato, di un componente della maggioranza, che stimo come persona (anche se lo ritengo un amministratore di scarse vedute) il quale mi ha detto: “anche chi ti ha preceduto in minoranza parlava molto di fantasia, ma poi gli elettori hanno votato noi”. Infatti è proprio così, a volte mi chiedo chi me lo fa fare di perder tempo (e risorse) a impegnarmi per portare qualche idea, delle quali sembra non fregare niente a nessuno, cittadini compresi...adesso comunque mi prendo una pausa, se ne riparla a settembre, in questo primo anno sono stato fin troppo attivo ed è tempo per me di dedicarmi a più “lievi” questioni.
Buona Estate a Tutti!
Davide Donà

mercoledì 29 aprile 2015

Consiglio Comunale del 29 Aprile 2015

ORDINE DEL GIORNO

TUTTE LE DELIBERAZIONI

Dopo 4 mesi senza convocazioni il Consiglio Comunale si riunisce in questa prima seduta del 2015 per discutere un ordine del giorno di 14 punti. Qualche seduta in più darebbe maggior senso al consiglio, considerato al momento, sbagliando in pieno, da chi lo presiede e dalla sua maggioranza, come un inevitabile mal di pancia. Comincio così questo articolo, un po’ sull’amareggiato, amarezza più da cittadino che da consigliere, amarezza che mi deriva dall’aver constatato stasera un basso profilo in chi ci governa. Se a livello locale la forza è questa, non lamentiamoci dei politici che mandiamo a Roma. Contrariamente da quel che si può pensare, il mio malessere, la mia tristezza di cittadino, non mi derivano dal fatto che le mozioni e le proposte da me presentate siano state bocciate. La politica è questa, bisogna accettarne le regole, che prevedono la superiorità decisionale della maggioranza, seppur il più delle volte motivata da pregiudizi di parte e non da effettivi studi e ragionamenti. La mia tristezza deriva dal fatto che mi sono trovato di fronte persone annoiate, svogliate, che non approfondiscono le questioni nel merito e cercano sempre scusanti e scappatoie per non agire. Qualcuno di loro tende anche ad addormentarsi durante i miei interventi. La nostra maggioranza ha scarse competenze tecniche, e questo a livello locale è comprensibile e in certa misura accettabile, ma purtroppo non ha nemmeno voglia di evolversi, di acquisire qualche conoscenza in più, di aprire i suoi orizzonti, e questo non porta progresso. Ritengo comunque giusto fare i complimenti alla maggioranza per l'evento sportivo StraGrignasco del 26 aprile, ben riuscito e organizzato perfettamente. L'assessore Balzarini è indubbiamente molto bravo in questo incarico, niente da dire, anzi, chapeau. Ho ritenuto buona cosa, per una miglior chiarezza dell'articolo, inserire il link alle normative citate nei vari punti.

Punto 1

Approvazione dei verbali della seduta precedente

Su questo punto nulla da eccepire, approvazione all’unanimità.

Noto con piacere che la bandiera italiana è stata esposta, per la "felicità" del segretario grignaschese della Lega Nord, nonché assessore, che dopo 20 anni di politica attiva non conosceva nemmeno il regolamento dell'istituzione della quale fa parte...non solo lui, comunque.

Punto 2

Rendiconto della Gestione Finanziaria

Si tratta della discussione sul Bilancio Consuntivo 2014.

Mi sono astenuto su questo punto e ho espresso la mia opinione in merito con il seguente intervento:

«La gestione economico-finanziaria degli enti pubblici  è estremamente complessa, e per il giudizio tecnico-contabile è doveroso, per chi, come me, ha altre competenze, affidarsi alla professionalità dei tecnici stessi. L'analisi del  resoconto è stata un'ottima occasione di auto-formazione, per andare di più in argomento, anche grazie alla documentazione messa a disposizione: la relazione del revisore, precisa e chiara, e la dettagliata ricognizione dei residui elaborata dalla responsabile del servizio finanziario. Il dato di sintesi che ho ricavato, confermato anche dall'analisi del revisore e  da quella della giunta, è quello che la difficoltà dei comune nel disporre per intero dei propri fondi derivanti dai tributi, è l'anello debole del ciclo economico dell'ente. Debolezza che impedisce di fatto politiche di maggior investimento, che mettano anche in moto una crescita locale e la possibilità di una maggiore equità fiscale. Tale difficoltà è il risultato di diverse componenti: 1) difficoltà gestionali (carenza di risorse dedicate di contro a un'instabile e sempre più complessa evoluzione normativa); 2) un'importante quota di "distrazione" fiscale dei contribuenti; 3) l'obbligo di mantenimento a residuo di crediti difficilmente recuperabili. Ciò porta a ragionare su numeri in buona parte aleatori. Ma  il trend è in miglioramento, il problema è ben focalizzato, per cui credo che la situazione finanziaria del comune, se da un lato non si può certo definire esaltante, pare nel complesso abbastanza equilibrata, con margini di sufficiente sicurezza, anche se costretta a una costante fragilità. Mi permetto di sollevare un rilievo alla giunta comunale, riguardo alla relazione in allegato al resoconto. Non vi sono commenti relativi al controllo di gestione. Tradotto: mancano le valutazioni descrittive sull'efficacia dell'azione condotta in relazione ai risultati conseguiti, ai costi sostenuti, ai tempi di esecuzione, ai programmi e agli obiettivi di riferimento. Ne viene fuori un documento incompleto, poco funzionale a spiegare ai cittadini le attività degli organi politici in relazione ai programmi verso i quali hanno ottenuto la loro fiducia. Vi sono diversi articoli del TUEL che richiamano le attività di relazione che la giunta dovrebbe espletare verso il consiglio: oltre agli articoli direttamente richiamati in materia di resoconto, art.151 e art. 231, vi sono, io credo, da considerare pure l'articolo 198; l'articolo 48 (comma 2, ultimo capoverso) e anche l'articolo 42 comma 3: la lettura congiunta di tutti questi articoli porta a concludere che la seduta di approvazione del resoconto sia il momento più indicato ove l'organo esecutivo dovrebbe relazionare al consiglio. Auspico che già a partire dal bilancio di previsione 2015 il concetto del controllo di gestione sia sviluppato in maniera più completa e soprattutto funzionale al suo scopo. Per quanto sopra considerato confermo il mio voto di astensione, in linea con quanto fatto in sede di approvazione del previsionale 2014».

Punto 3-4-5

Società partecipate – Commissione paesaggio – Piano alienazioni

Punti con pochi “brividi” e abbastanza scontati. Mi permetto di suggerire, come battuta ma non troppo, l’eventuale presa in considerazione di una futura alienazione della Colonia Elioterapica, attualmente utilizzata un mese scarso all’anno e non certo strategica per il futuro del nostro comune, dato che gli investimenti per gli edifici scolastici / ricreativi si sono giustamente concentrati in centro paese. Anche qui l'assessore padano fa un intervento talmente pregno di contenuto politico che, passata una settimana, ancora lo devo capire.

Punto 6

Mozione: Albo Pretorio Touch Screen

Leggo la Mozione integrandola con le seguenti considerazioni:

«A proposito della problematica del digital divide, è positivo notare come la questione sia di fatto condivisa in modo trasversale: dalla maggioranza, che fra le linee programmatiche ha incluso il servizio di free WI-FI, alla minoranza che aveva a sua volta avanzato delle proposte innovative. Alzando il livello istituzionale anche il Presidente Mattarella ne ha fatto un breve ma significativo cenno durante il discorso di insediamento, dove ha rimarcato l'importanza delle nuove tecnologie e del superamento del divario digitale nell'ottica delle finalità costituzionali della Garanzia del diritto allo studio, al lavoro, al futuro, della promozione della cultura diffusa e della ricerca. La stessa maggioranza ha incluso nel sito istituzionale il Link DISOCCUPATI VALSESIA, ottimo servizio, ma non fruibile da chi non ha un collegamento internet disponibile. Io ritengo che anche un piccolo ente come il nostro comune possa e debba spingersi un pò oltre la minima innovazione imposta dalla legge, avanzando una proposta, tema della presente mozione. Questo anche in coerenza al potenziamento dell’utilizzo delle nuove tecnologie per l’accesso ai documenti amministrativi, posto dalla giunta fra i suoi obiettivi strategici (vedasi il Piano della Trasparenza). In aggiunta a ciò, calandosi in prospettiva futura,  e considerando il progressivo obbligo di dematerializzazione dei documenti (vedasi il Piano di Informatizzazione), uno strumento informatico come quello proposto potrebbe essere il giusto supporto propedeutico per i cittadini, nella sua adeguata e naturale locazione, per l'utilizzo delle nuove modalità telematiche di presentazione delle varie istanze».

Il parere della maggioranza Beatrice:

Il sindaco afferma che è una buona idea ma non serve. C’è già un computer in biblioteca (cosa c'entra, io mi chiedo?) e in comune non lo userebbe nessuno (ovvio che se non hai voglia di spiegare alla gente che scopo ha…). In pratica fa capire che è meglio non portarsi in casa grane, troppo da pensare, andiamo avanti così che va benone, "lasa che l'ava la vaga a ngiù". La proposta viene quindi respinta. Ho la netta impressione che molti della maggioranza non sapessero qual è la funzione dell’albo pretorio e che quando ho esposto il progetto tecnico vero e proprio avessero solo una vaga e incerta conoscenza della tecnologia informatica…magari mi sbaglio, spero di sbagliarmi. Faccio comunque notare che la proposta si sarebbe finanziata con il mio gettone di presenza, al quale ho da subito rinunciato. Peccato, sarebbe stato un segnale di crescita culturale.

Punti 7-8-9-11

Interrogazioni: Accertamenti TARSU / Sportello cittadino/

ISEE Buoni pasto / Mensa scolastica

Si discutono le interrogazioni dei consiglieri Pettinato e Giacopelli, relative agli accertamenti integrativi della tassa rifiuti, allo sportello del cittadino, all'adeguamento ISEE e alla mensa scolastica. I colleghi si dichiarano nel complesso parzialmente soddisfatti delle risposte (se avrò disponibilità delle eventuali repliche scritte della maggioranza le pubblicherò). In sintesi: sugli accertamenti Tarsu il comune difende la regolarità del proprio operato, ammettendo ritardi nelle operazioni, dovute però a carenza di personale dell'ufficio tributi. Pettinato insiste sul fatto che alcui accertamenti non sono corretti: si concorda che verranno riverificati. Sullo sportello del cittadino la maggioranza è d'accordo sul fatto che si trattava di un buon servizio, interrotto però per volontà unilaterale del gestore esterno e non per volontà della maggioranza stessa. Pare che sia in dirittura d'arrivo l'istituzione di una valida alternativa. Sull'adeguamento ISEE in linea di principio la maggioranza troverebbe giusto applicarlo, però si andrebbe incontro al rischio di dichiarazioni mendaci, difficilmente verificabili, e che farebbero quasi sicuramente perdere introiti per la copertura del servizio. Per quanto riguarda la mensa scolastica effettivamente alcune problematiche persistono ma la maggioranza assicura impegno impegno costante e attenzione. Devo dire che Luca e Gaetano sono stati corretti e chiari nell'esporre le argomentazioni, su questioni di sicuro interesse e utilità per la nostra comunità: sono fiducioso che questa pubblica sensibilizzazione possa portare dei miglioramenti.

Punto 10

Mozione: SICUREZZA STRADALE AL PESO PUBBLICO

Leggo la Mozione integrandola con le seguenti considerazioni:

«È importante tener presente un concetto fondamentale per ragionare sugli interventi migliorativi della sicurezza stradale: un certo tratto di strada può essere considerato pericoloso anche se il numero degli incidenti non è significativo. Secondo gli studi del settore ciò che ha rilevanza è la distribuzione e la tipologia di quelle situazioni limite di conflitto, osservabili anche in condizioni di normalità, che potenzialmente potrebbero trasformarsi in incidenti.

Riguardo alle eventuali irregolarità degli attraversamenti pedonali richiamate nella Mozione la verifica fa fatta a fronte di:

Codice della Strada Art. 190 punto 6, ovvero:

SONO VIETATI GLI ATTRAVERSAMENTI PEDONALI DAVANTI AGLI AUTOBUS

Codice della Strada (Cds) Art. 40 e relativo Regolamento di Esecuzione e di Attuazione (Reg) Art. 137 e Art. 145, ovvero:

L'ART. 40 CdS DEFINISCE L'ATTRAVERSAMENTO PEDONALE COME SEGNALE ORIZZONTALE;

L'art 137 del Reg per i segnali orizzontali definisce i requisiti di:

ANTISCIVOLOSITÀ;

COLORI: BIANCO GIALLO AZZURRO NERO.

L'art 145 del Reg per gli attraversamenti pedonali definisce che si deve trattare di:

ZEBRATURA BIANCA

IL PARERE DEL MINISTERO DEI TRASPORTI PROT. 1379 DEL 11/03/2011

Tale documento (del quale raccomando la lettura perché oltre alle strisce pedonali tratta di altre cose da tenere in conto per la progettazione della viabilità) pone l'accento sul fatto che È VIETATA LA COLORAZIONE PERCHÈ DEVE ESSERCI UNIFORMITÀ: LA MATERIA È REGOLAMENTATA DA APPOSITO CODICE CHE DEVE ESSERE DA TUTTI RICONOSCIUTO E RISPETTATO.

Questo perché, per ipotesi, un eventuale investimento di pedone su attraversamento pedonale irregolare potrebbe mettere il comune in condizioni di torto, dato che l'investitore potrebbe appellarsi al fatto che siffatto attraversamento non è riconoscibile, a norma, come tale.

IL PIANO DI SEGNALAMENTO DELLA VIABILITÀ PROVINCIALE DI NOVARA

Tale studio, effettuato dalla Provincia, ha evidenziato alcune anomalie della segnaletica sul nostro territorio, in particolare “è stata rilevata la presenza di attraversamenti pedonali posti su base resa artificialmente di colore rosso, in contrasto con quanto prescrive la normativa vigente” (era il 2009), ma anche con il verde attuale il concetto non cambia.

Ma sarebbe troppo facile, e non fa parte del mio modo di agire, sollevare problemi e non suggerire soluzioni. Considerati i tempi di ristrettezze economiche, non sono qui a proporre la costruzione di una stazione degli autobus (anche se, forse, in un passato più o meno recente ci si poteva anche pensare). Voglio invece fornire qualche spunto, a basso costo, per migliorare la situazione relativamente alle 2 criticità del tratto stradale in questione. Le soluzioni proposte sono già state adottate dai comuni limitrofi, da tempo, e questo ne conferma l'efficacia. Da considerare che la Mozione tratta di un particolare tratto di strada, ma le criticità sono comunque simili in tutti i tratti di strade provinciali che attraversano il nostro centro abitato, quindi si potrebbero adottare anche in altre situazioni.

CRITICITÀ 1 - Velocità elevata in attraversamento di centro abitato

1) Dissuasori di velocità a display (funzione educativa, non sanzionatoria);

2) Rallentatori ottici (strisce trasversali come già fatto in via Volta);

3) Replica del segnale di limite di velocità sulla carreggiata, in termoplastico preformato;

4) Rallentatori ad effetto acustico/vibratorio;

CRITICITÀ 2 - Sorpasso sulle strisce pedonali

5) Da tracciare e mantenere puntualmente ben definita la striscia continua;

6) Segnalatori lampeggianti per attraversamento pedonale;

7) Attraversamento pedonale illuminato dall'alto;

8) Replica del segnale di divieto di sorpasso in corrispondenza della fermata in termoplastico preformato;

9) Piccola isola di traffico centrale mediante strisce bianche inclinate tracciate sulla carreggiata.

Per entrambe le criticità

10) Tracciamento del riquadro di fermata degli autobus (per altro è un obbligo);

11) Rafforzamento dell’identità del tratto stradale introducendo elementi di arredo che evidenzino la funzione urbana della strada (per es. cartelli di avviso colorati che evidenziano che siamo in centro abitato). 

12) Monitoraggio Calendarizzato da parte dei Vigili urbani

Multe o non multe?

Voglio brevemente prendere posizione circa il fatto che vede i comuni "far cassa" con le multe. A tal proposito è bene ricordare che:

1) Non c'è multa se non c'è infrazione, quindi chi rispetta le regole può star tranquillo;

2) Mi piace sempre fare l'esempio concreto della città di Borgosesia, fino a 20 anni fa preda di viabilità caotica e di totale indisciplina. I successivi cambi di amministrazione hanno imposto tolleranza zero verso le infrazioni al CdS. Tale linea ha portato, nel corso di qualche anno, all'educazione dei cittadini al rispetto delle regole stradali. E con le multe incassate si sono visti sempre più e sempre migliori accorgimenti per la sicurezza e la manutenzione stradale. Si è innescato un circolo virtuoso i cui benefici sono visibili a tutt'oggi e che ha giustamente suggerito alle successive amministrazioni di proseguire in quella direzione.

Competenza degli interventi sulla segnaletica stradale

È bene ricordare che l' apposizione e la manutenzione della segnaletica stradale nei tratti di strade non di proprietà del comune all'interno dei centri abitati con popolazione inferiore ai diecimila abitanti, È DI COMPETENZA DEL COMUNE, esclusa quella  concernente le caratteristiche strutturali o geometriche della strada che è di competenza degli enti proprietari, come stabilito dal Cds art. 37, comma 1, punto d. Tale disposto, considerato in combinato con l'art. 208 , comma 1 e comma 4 dello stesso CdS, fornisce oggettiva evidenza dell’intento del Codice della Strada di ricondurre alla competenza di un solo soggetto l'intera materia della disciplina della circolazione all'interno del centro abitato, indipendentemente dalla proprietà stradale e dalla consistenza demografica dell'abitato, delineandone anche gli strumenti per la copertura finanziaria».

Il parere della maggioranza Beatrice:

Il sindaco mi risponde che il problema della fermata degli autobus è stato segnalato alla provincia di Novara per valutare un eventuale spostamento. Bene, dico io, se va in porto è ottimo. Mentre per quanto riguarda le strisce pedonali, anche lì tende a tirare in ballo ancora la provincia per il loro posizionamento e comunque mi dice che verrà utilizzata una vernice a norma per lo sfondo colorato: qui comincio ad avere qualche dubbio, mi sembra che non abbia capito che lo sfondo è vietato dal codice della strada. E poi in provincia fino a un anno fa non c’erano i loro amici leghisti con i quali dovevano crearsi le meravigliose sinergie? Perché aspettiamo solo adesso a pensare al problema della fermate degli autobus? Quindi, in sostanza, mi dice che la mozione viene respinta. Rimango stupito: si concorda sul problema e si respinge la mozione? qualcosa non quadra e comincio ad alterarmi. Al che 2 consiglieri di maggioranza, tra i quali l'assessore ai lavori pubblici leghista, dopo che ho letto in aula 12 possibili interventi migliorativi della sicurezza stradale, mi chiedono, con fare sprezzante: "ma tu cosa faresti, dicci 1 (una) cosa che faresti!". A questo punto mi devo proprio incazzare. A parte il fatto che il mandato per fare le cose lo hanno loro, ma ho appena dato lettura di 12 soluzioni, per le quali ho sentito, per mio conto e a mia spesa di tempo, la provincia di Novara, la regione Piemonte, ho approfondito il codice della strada e ho letto degli studi progettuali fatti da altri comuni. E questi si svegliano dalla pennichella del dopo cena e mi dicono così. E così sono costretto ad alzare la voce, difendendo la mia posizione, e lo rifarei altre mille volte! ringrazio Luca per aver sostenuto la mia posizione e la finalità della mia azione. La mozione, purtroppo, il cui scopo principale era quello di far presente che una strada trafficata, in centro abitato, è un potenziale pericolo da arginare, viene ridotta a una disputa sul colore delle strisce e sulla qualità della vernice: dato che al sindaco piacciono tanto le strisce verdi, consiglio, a lui (e all'ufficio tecnico), la lettura di questo articolo, oltre che di tutte le altre norme di legge in materia.

Punto 12

Interrogazione: CONCLUSIONE LAVORI EDIFICIO SCOLASTICO

Leggo l'interrogazione integrandola con le seguenti considerazioni:

«Mi permetto di fare alcune brevi considerazioni utili a chiarire la finalità di questa interrogazione, finalità che vanno al di là dell'oggettiva questione in sè. Mi spiego. L'evoluzione gestionale della Pubblica Amministrazione introdotta dalle recenti riforme (Brunetta) tende ad assimilare la sfera pubblica a quella privata. Personalmente questa transizione non mi convince del tutto. Sono due mondi diversi, con diverse finalità, diverse procedure e differenti problematiche. Un principio delle riforme verso il quale però mi trovo in accordo, anche perché lo vivo e lo gestisco nella mia professione, è quello che vede il cittadino come vero e proprio cliente della pubblica amministrazione, la quale, nella finalità di soddisfarlo deve lavorare in qualità. Lavorare in qualità non significa non fare errori, ma significa, tra le altre cose, imparare da essi per ripeterne sempre meno. Caliamoci in questa prospettiva: l'errore di gestione/esecuzione che stiamo discutendo ha portato alla realizzazione di un prodotto sbagliato e a un ritardo di consegna di 1 anno. Errore che in una impresa privata provocherebbe la quasi sicura perdita del cliente e la messa a rischio dei posti di lavoro. Non è questo il caso, per fortuna. Ma il messaggio è quello che dal privato si debbano certo mutuare i benefici gestionali, ma anche una effettiva, seppur in un certo senso simulata, attenzione ai rischi. In questo ragionamento rientra secondo me anche l'altra problematica, relativa alla manutenzione della struttura metallica della cancellata, oggetto anche di uno scambio di dichiarazioni mezzo stampa tra il sindaco e il collega Pettinato. Il collega aveva sollevato dubbi, con ragione, sul fatto che una semplice mano di vernice potesse risolvere un problema di corrosione in stato avanzato. Credo che prima di dire, come è stato fatto e riassumendolo in estrema sintesi: "beh, allora, dato che sei bravo fallo tu!" sarebbe forse prima il caso di domandarsi perché la cancellata è arrivata a essere in quello stato. Se la mano di vernice e le eventuali saldature di riparazione fossero state fatte prima, a scadenze regolari e programmate, non ci sarebbe stata corrosione passante come invece si rileva ora: quindi, forse, io ritengo, qualche carenza nella gestione manutentiva c'è stata, ed è lì che si dovrebbe concentrare l'amministrazione. I quesiti della presente interrogazione sono gli stessi che un'azienda privata che lavora in qualità si sentirebbe porre dal proprio cliente, il quale vuole verificare se può averne ancora fiducia o se è il caso di preoccuparsi: ovvero se la negatività dell'errore si sia trasformata in positiva "Lesson Learned" (apprendimento organizzativo basato su problemi riscontrati) oppure sia stata classificata come "sfortuna"».

La risposta della maggioranza Beatrice:

Il sindaco fornisce spiegazione dei ritardi e indica nel mese di giugno la data per la conclusione dei lavori. In pratica la ditta non ha provveduto a sistemare subito l'errore di esecuzione perché il comune non ha pagato l'avanzamento dei lavori. Come al solito vengono incolpati i "cattivoni" di Roma che hanno tagliato i trasferimenti, mentre per 10 metri di cancellata in acciaio e cemento piazzati tutti storti e disallineati la colpa è della sfortuna. Se fosse stata controllata adeguatamente la messa in opera del manufatto ora i lavori sarebbero finiti e la ditta non avrebbe avuto di che "ricattare" il comune, prolungando il cantiere per oltre 1 anno dalla prevista data di consegna. Mi dichiaro parzialmente soddisfatto, perché, al di là del classico scaricabarile, almeno alcune risposte sono state date.

Punto 13

Interpellanza: CONVENZIONI TRA I COMUNI EX ART.42 TUEL

Leggo l'interpellanza integrandola con le seguenti considerazioni:

«Con la convenzione in oggetto si è stabilito di far prestare opera a un lavoratore del comune di Grignasco per metà del tempo presso il comune di Maggiora. Scopo dell'operazione produrre un risparmio per Grignasco, che pagherà solo la metà dello stipendio e contemporaneamente dare un  aiuto al comune "amico" di Maggiora che si trova in carenza di personale. Dunque, letta questa delibera (preciso che non le approfondisco tutte, per carità, non ne avrei tempo e modo, ma cerco di esercitare il mio dovere di controllo andando a spot e chiedendo, come in questo caso, chiarimenti laddove ritengo sia necessario) e letti l'articolo 30 del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (TUEL) (esplicitamente richiamato, che definisce lo strumento delle convenzioni), e l’articolo 42 comma 2 lettera c dello stesso TUEL (implicitamente richiamato e ove la competenza delle convenzioni fra comuni è attribuita al consiglio comunale, senza distinguo o eccezioni relativamente al contenuto delle stesse):

Art. 42 comma 2 lettera c del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (TUEL)

2. Il consiglio ha competenza limitatamente ai seguenti atti fondamentali:

c) convenzioni tra i comuni e quelle tra i comuni e provincia, costituzione e modificazione di forme associative;

Mi sono posto un interrogativo circa le competenze di consiglio e giunta, ma non tanto per il caso specifico in sé, quanto nel quadro di un ragionamento più ampio. Ovvero, non sono qui a dire che l'atto in sé è irregolare, sembra ormai prassi consolidata, anche se forse discutibile, approvare questi accordi in giunta , ma voglio porre l'accento sul fatto che togliendo sempre più spazio al Consiglio Comunale lo si svuota del suo ruolo, che non è solo quello di ratificare le decisioni della giunta, ma dovrebbe essere quello soprattutto di indirizzo politico, ovvero luogo di luogo di condivisione e confronto, di crescita: se questo non è, se si pensa che non lo debba essere, trovano piena ragione i tagli fatti al numero dei consiglieri e ai loro già poveri compensi. Se il provvedimento poteva essere portato in consiglio perché non farlo? e poi, non mi sembra che il consiglio comunale sia così carico di lavoro da non potersi permettere un punto in più all'OdG: lo dimostrano 4 mesi senza la convocazione di una seduta. Credo che qualche seduta in più, oltre a quelle richieste dagli obblighi di legge, non sia impossibile da fare e non farebbe certo male al confronto democratico».

La risposta della maggioranza Beatrice:

Risponde il Segretario Comunale, tecnicamente non mi dà torto, anche se capisco che, dalla sua posizione, che non mi possa dar piena ragione. Ma, a parte questo, spero che le mie considerazioni circa il ruolo e l'utilità del consiglio possano aver acceso qualche minima riflessione al proposito. Mi dichiaro soddisfatto.

Punto 14

Mozione: LE GIORNATE DELLA TRASPARENZA

Leggo la Mozione integrandola con le seguenti considerazioni:

«Al di là dei riferimenti di legge e del linguaggio forse un pò oscuro appena utilizzato, è necessario spiegare in cosa possano consistere queste Giornate della Trasparenza (dico possano perché non codificate). Possono assumere la forma di incontri pubblici aperti, open days, oppure anche, per esempio, delle appendici ai normali consigli comunali. Devono essere finalizzate a informare e coinvolgere i cittadini in merito alle attività e alle prestazioni (performance) dell'ente comunale. Possono e devono essere un'occasione privilegiata di condivisione e confronto del sapere, delle esperienze, delle esigenze e dei punti di vista. Queste iniziative assegnano alla parte politica una missione importante, una sfida difficile ma stimolante, ovvero contribuire a crescere e formare generazioni di cittadini più attente, più informate, e che conoscano i meccanismi politico - amministrativi meglio di quelle attuali. Questo significa Partecipazione: i cittadini non devono essere solo soggetti passivi di diritti e doveri ma devono poter conoscere la sfera pubblica, averne coscienza, per esercitarne il controllo e contribuire al suo miglioramento. Bisogna crederci, avere volontà ed entusiasmo in questa direzione, uscendo dall'ordinaria amministrazione e tornando a dare un senso più alto al ruolo della politica: siamo in tempi di ristrettezze economiche, ma è necessario essere ottimisti e preparare il terreno per le generazioni future, anche e soprattutto attraverso il loro coinvolgimento. Personalmente non so se al termine di questo mio mandato continuerò l'esperienza politica, oppure tornerò ai miei hobby. Probabile la seconda che ho detto. Però durante questi anni, al di là del mio ruolo di "controllore" della maggioranza, perseguirò l'obiettivo di coinvolgere altre persone, il che è molto più semplice di quanto possa sembrare, a cominciare dal semplice gesto di invitare le persone ad assistere alle sedute del consiglio comunale».

La risposta della maggioranza Beatrice:

La maggioranza respinge la mozione, con il tipico atteggiamento da cattivo studente, che cerca le scuse più disparate per non fare i compiti. Oltretutto le mozioni si potrebbero anche modificare direttamente in aula prima del voto, in modo tale che si possa trovare un compromesso sul testo, nel caso ci sia generale convergenza sul tema. Ma siamo alle solite, bisognerebbe aver voglia. Comunque replico come segue:

«Mi permetto di sollevare un dubbio circa la motivazione del voto contrario della maggioranza, che è quella che il dispositivo della mozione ha carattere imperativo. Faccio notare che la mozione non fa altro che riportare la legge, che OBBLIGA LE AMMINISTRAZIONI a dare atto a queste iniziative. A essere imperative sono le norme di legge e non il consigliere Donà. Prendo anche quindi atto del fatto che la maggioranza si pone in contrasto con la normativa vigente. Riporto testualmente tali norme, citate dalla giunta nel Piano della Trasparenza:

D.Lgs. n. 33/2013 - Art.10 comma 6

OGNI AMMINISTRAZIONE PRESENTA il  Piano  e  la  Relazione  sulla performance di cui all'articolo 10, comma 1, lettere  a)  e  b),  del decreto legislativo n. 150 del 2009 alle associazioni di  consumatori o  utenti,  ai  centri  di  ricerca  e  a  ogni   altro   osservatore qualificato, nell'ambito di apposite giornate della trasparenza senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

DELIBERA CIVIT N. 105/2010 – CAPITOLO 5

Ai sensi dell’articolo 11, comma 6, del d. lg. n. 150 del 2009 (sostituito dal sopra riportato art. 10 comma 6 del d.lgs. n. 33/2013) OGNI AMMINISTRAZIONE HA L’OBBLIGO di presentare il piano e la relazione sulla performance, di cui all’articolo 10, comma 1, lettere a) e b) del medesimo decreto, alle associazioni di consumatori o utenti, ai centri di ricerca e a ogni altro osservatore qualificato, nell’ambito di apposite giornate della trasparenza senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Il programma triennale per la trasparenza e l’integrità DOVRÀ, PERTANTO, CONTENERE LA PREVISIONE DI UN’AGENDA DI INCONTRI, ai fini della presentazione del piano e della relazione sulla performance».

CONCLUSIONI

Una serata della quale sono personalmente soddisfatto perché ho fatto il mio dovere, affrontando molti argomenti in maniera costruttiva. Credo che dopo questa sera qualcuno non mi saluterà più, si riterrà offeso dal mio atteggiamento a volte molto, forse troppo, "passionale". Qualcuno fra il pubblico ha notato che sono stato apostrofato dai consiglieri di maggioranza come "Testa di C…O": lo accetto, fa parte del mio ruolo, le cose preferisco dirle direttamente, esponendomi agli insulti. Sono orgoglioso di tenere ben alta la mia "Testa di C…O". A questi comunque ricordo che quando vorranno bere un caffè con me, sono sempre disponibile. La partita si gioca in aula e finisce lì, niente di personale, ma il confronto deve essere sul ruolo e le funzioni che ricopriamo e sulle idee che ognuno avrebbe il dovere di esprimere. Non si mettono in dubbio di certo le persone, ma credo che una società complessa come quella che ci troviamo a vivere richieda qualcosa in più di quello messo in campo stasera dall'amministrazione Beatrice.

venerdì 20 marzo 2015

A GRIGNASCO LE ROTONDE NON QUADRANO

La rotatoria prevista per regolare l'intersezione fra la zona industriale D1 (per intenderci  quella vicina al Sesia nei pressi della Passerella) e la strada provinciale SP13 al momento non si farà: la provincia di Novara non dispone dei fondi  necessari. Forse meglio così. Sarebbero 350.000 euro di denaro pubblico (questa era la cifra stanziata) investiti in un’opera a mio parere non prioritaria e non del tutto necessaria. In realtà nel 2010 la stessa provincia aveva avviato le procedure per realizzare una rotatoria non in quel punto, bensì all’incrocio del cimitero, dove credo sia più utile: lì si intersecano, in pieno centro abitato, due strade provinciali (la SP32 e la stessa SP13) e il flusso veicolare è costante,  in continuo aumento, troppo veloce e privo di dispositivi di rallentamento. Era già stato deliberato il finanziamento e affidato l'incarico per la progettazione: a oggi quella rotatoria sarebbe sicuramente già stata realizzata. L’amministrazione Beatrice però chiese alla provincia di non farla più al cimitero, ma alla D1, motivando la richiesta, come si legge dagli atti,  perché "considerata di prioritaria importanza per la sicurezza stradale a causa dei numerosi mezzi pesanti in transito dalla zona industriale". Viene facile osservare che i numerosi (?) mezzi pesanti  in transito dalla zona industriale passano, insieme a tutto il resto del traffico (che non va in zona industriale), anche davanti al cimitero. E così la provincia, accolta la richiesta del sindaco, spostò l'opera, di fatto anche temporalmente, poiché correlata ai lavori della D1. Considerati gli esiti attuali fu, a mio avviso, una scelta doppiamente sbagliata. Grignasco ha perso l'opportunità di vedersi finanziata e realizzata un'opera necessaria per la sicurezza stradale, che avrebbe migliorato l'arredo urbano in entrata al paese e che, soprattutto, sarebbe servita a tutti i grignaschesi. E così, dopo altri 5 anni, ci troviamo ancora con un incrocio molto pericoloso, con svolta in centro strada, senza la tracciatura della canalizzazione. Peccato davvero, nei comuni  a noi vicini (chissà perché?) infrastrutture simili sono già state realizzate da tempo, da decenni addirittura. Sarebbe sperabile che, se ancora possibile, l'amministrazione rivedesse quella decisione, impegnandosi, nel contempo, per la messa in sicurezza dell’incrocio del cimitero.
Davide Donà
Consigliere Comunale di minoranza

Post Scriptum
Ho un personale principio che mi fa ritenere limitativo criticare senza fare concrete proposte alternative. Nel caso in questione la probabile vera motivazione dello spostamento del finanziamento della rotatoria ad altra locazione può essere dovuto a problematiche di esproprio del terreno e/o a pertinenze relative alla vicina linea ferroviaria. Non ho la certezza di questo ma è possibile ipotizzarlo. Il piano regolatore prevede infatti la rotatoria in centro all’incrocio, e quindi sconfinante su entrambi i lati della carreggiata. Partendo da questo dato ho provato a realizzare un piccolo progetto di massima, disegnando la rotatoria in modo tale da non sconfinare verso la ferrovia e il parcheggio. La dimensioni sono in scala e in accordo alle norme costruttive. Praticamente l’opera ha le stesse caratteristiche e dimensioni di quelle realizzate a Prato Sesia all’incrocio per Cavallirio e a Borgosesia all’incrocio per Valduggia. Anche in questi due casi il centro della rotatoria è decentrato sulla destra per motivi di spazio. Il risultato lo potete vedere nel disegno qui sotto. Purtroppo credo che ormai i soldi siano persi, ma paghiamo le tasse anche per essere ottimisti, quindi magari, chissà, questa mia idea un domani potrà essere presa in considerazione: vuole essere un piccolo contributo tecnico.

Click sull'immagine per vederla in formato A4 pdf



lunedì 29 dicembre 2014

Consiglio Comunale del 29 Dicembre 2014

ORDINE DEL GIORNO

TUTTE LE DELIBERAZIONI

Il Consiglio Comunale si riunisce in questa ultima seduta del 2014 per discutere un ordine del giorno di soli 4 punti, ma fra i quali ve ne è uno di particolare importanza in prospettiva futura. Andiamo con ordine.

Punto 1

Approvazione dei verbali della seduta precedente

Su questo punto nulla da eccepire, anzi, ritengo opportuno fare pubblicamente in consiglio un apprezzamento per l'ottimo lavoro di verbalizzazione effettuato dalla segreteria.

Punto 2

Atto di indirizzo per le Gestioni Associate Obbligatorie

Questo è il punto più importante della seduta, poiché si tratta di porre le basi per una riforma strutturale dell’ente comunale, in una prospettiva di maggior efficacia ed efficienza della pubblica amministrazione. Si tratta in sostanza di andare, OBBLIGATORIAMENTE, ad associarsi con altri comuni per lo svolgimento di 10 delle 11 funzioni fondamentali (è esclusa la funzione L), individuate come segue dalla legge:

A) Organizzazione generale dell’amministrazione, gestione finanziaria e contabile e controllo;

B) Organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di ambito comunale, ivi compresi i servizi di trasporto pubblico comunale;

C) Catasto, ad eccezione delle funzioni mantenute allo Stato dalla normativa vigente;

D) Pianificazione urbanistica ed edilizia di ambito comunale nonché la partecipazione alla pianificazione territoriale di livello sovra comunale;

E) Attività, in ambito comunale, di pianificazione di protezione civile e di coordinamento dei primi soccorsi;

F) Organizzazione e gestione dei servizi di raccolta, avvio e smaltimento e recupero dei rifiuti urbani e la riscossione dei relativi tributi;

G) Progettazione e gestione del sistema locale dei servizi sociali ed erogazione delle relative prestazioni ai cittadini, secondo quanto previsto dall’articolo 118, quarto comma, della Costituzione;

H) Edilizia scolastica, organizzazione e gestione dei servizi scolastici;

I) Polizia municipale e polizia amministrativa locale;

L) Tenuta dei registri di stato civile e di popolazione e compiti in materia di servizi anagrafici nonché in materia di servizi elettorali, nell’esercizio delle funzioni di competenza statale (non obbligo di associazionismo);

L-bis) servizi in materia statistica.

C’è da premettere che i comuni in generale, e Grignasco non sfugge alla regola, si sono fatti trovare impreparati alla scadenza dei termini prevista per il 31/12/2014, entro la quale la riforma doveva partire con tutte le gestioni associate attive, mentre in realtà oggi, qui, e in altri consigli, si presenta un atto di indirizzo, ovvero solo un impegno preciso a farlo. Ma non mi sento di sollevare critiche su questo, la materia è complicata, ancora troppo fumosa e poco supportata a livello di risorse: si chiedono ai comuni rivoluzioni da Top Management mettendole nelle mani di amministratori pagati a livello di mancia della nonna e che già fanno i salti mortali per far quadrare i bilanci, e tutta la miriade di altre complicazioni gestionali, comprese le loro personali e lavorative. Ma, chiusa la parentesi, bisognava comunque esprimere un voto sul modello di gestione associata proposto dalla maggioranza. Fatti i miei ragionamenti e dopo essermi documentato un minimo sulla materia ho espresso in aula la mia opinione con il seguente intervento:

« Siamo qui chiamati a esprimere un voto riguardo a un atto di indirizzo politico di notevole importanza: con esso si andranno a porre le basi per la progressiva trasformazione del modello gestionale dell’ente comunale, il quale, nell’intento del legislatore, dovrà migrare e approdare a parametri di efficienza ed efficacia più consoni alla nuova visione aziendalistica della Pubblica Amministrazione. Il mio voto, dai banchi di minoranza, sarà sicuramente ininfluente rispetto all’indirizzo in discussione, ma, considerata la materia in oggetto, mi pare opportuno motivarlo e argomentarlo. Viene proposto un atto di indirizzo che coinvolge i comuni di Grignasco, Cavallirio, Boca e Maggiora per la Gestione Associata Obbligatoria delle funzioni fondamentali. Si cambia quindi direzione territoriale rispetto alle prime convenzioni obbligatorie stipulate nel 2012 con i comuni di Romagnano e Prato.

Due sono le variabili da considerare per esprimere un giudizio, da puro osservatore, in quanto non sono a conoscenza delle eventuali analisi di fattibilità effettuate e non sono stato personalmente coinvolto nei processi decisionali.

1 - LA SCELTA DELL’AMBITO TERRITORIALE

L’affinità con i comuni di Prato e Romagnano è oggettivamente elevata:

- Contiguità geografica (i confini di Prato arrivano fin nel nostro centro abitato);

- Vie di comunicazione e trasporti pubblici molteplici ed efficienti (fra tutti la nuova strada a scorrimento veloce che serve, con più uscite, i 3 comuni, non dimenticando la linea ferroviaria, ora sospesa ma comunque esistente e a disposizione anche per eventuali soluzioni “futuriste”);

- Il fiume Sesia, con i benefici paesaggistici, naturalistici e gli oneri connessi;

- E, me lo voglia concedere il nostro Egregio Sindaco Beatrice, con Prato siamo talmente accomunati e vicini da aver scelto un cittadino Pratese (lui stesso) come Sindaco;
- Non dimentichiamo poi che Romagnano è sede di diverse Scuole Superiori, particolare non certo trascurabile per ambire a un eventuale “matrimonio”.

Molto meno ci accomuna a Cavallirio, Boca e Maggiora, di fatto più affini all’area del Borgomanerese, geograficamente più lontani dal nostro comune e serviti da vie di comunicazione e trasporti oggettivamente meno agevoli. Particolare poi non del tutto trascurabile è quello che attualmente il comune di Boca è commissariato, quindi senza guida politica: presumo non sia stato ne sarà facile rapportarsi con il commissario prefettizio su temi strutturali come questo, dato che la sua “missione” è quella di gestire una situazione di “emergenza”.

2 - LA SCELTA DELLA FORMA ASSOCIATIVA: CONVENZIONI O UNIONE DI COMUNI.

Seppur le continue modificazioni legislative altro non facciano che creare disorientamento, la linea tracciata fra le righe piuttosto oscure delle leggi in materia è quella di privilegiare l’unione di comuni alle convenzioni, come viatico organizzativo alle future fusioni di comuni, il vero target a lungo periodo. Su tale opzione, convenzione o unione, è estremamente difficile esprimere un giudizio, anche in considerazione del fatto che il nostro è un “grande” piccolo comune, che solo per 300 abitanti meno dei 5.000 prescritti dalla legge deve fare i conti - e in un certo senso subire -  l’obbligo delle gestioni associate.  Anche ciò considerato la scelta delle convenzioni, in un momento di particolare difficoltà e incertezze come l’attuale, è comprensibile e probabilmente preferibile, in quanto più rapida da attuare, più flessibile e meno onerosa sul breve-medio periodo.

Concludo quindi esprimendo il mio voto contrario all’atto di indirizzo, motivato dalle minori affinità territoriali dei comuni di Boca, Cavallirio e Maggiora con Grignasco, rispetto a quelle possedute dai precedenti e, a mio avviso, più appropriati partner, Prato e Romagnano.

L’auspicio e il consiglio che voglio lasciare alla riflessione del Sindaco e della Giunta è quello che, pur constatando che con i comuni di Prato e Romagnano non si hanno storicamente avuti molti rapporti - probabilmente a causa di barriere di appartenenza politica - è questo forse il momento di cominciare a costruirli, nell’interesse futuro del nostro Comune. »

Se volete approfondire l’argomento vi consiglio la lettura di questa ottima pubblicazione sulla materia, abbastanza sintetica ma esaustiva.

Punto 3

Convenzione per il Servizio Finanziario

Si vota il rinnovo, per 1 anno, della convenzione con il comune di Maggiora relativa al servizio finanziario. In pratica il dipendente dell’ufficio svolgerà metà delle ore lavorative presso Grignasco e metà presso Maggiora, con oneri ripartiti al 50% fra i due comuni. Il punto viene approvato all’unanimità dal consiglio.

Punto 4

Interrogazione relativa alla mensa scolastica

Si discute questa interrogazione del consigliere di minoranza Giacopelli relativa alle diffuse lamentele circa la qualità della mensa scolastica, chiedendo alla maggioranza di effettuare le opportune indagini e apportando gli eventuali correttivi. Risponde l’assessore Garampazzi spiegando che la problematica era già nell’agenda dell’amministrazione, che ha provveduto a confrontarsi con la ditta fornitrice per far presenti le lacune. È stata poi effettuata una visita a sorpresa presso la mensa per assaggiare i cibi e l’esito e stato tutto sommato positivo, pur considerando che nella percezione di qualità molto entrano a far gioco i gusto personali dei bambini, che sovente si scontrano con quello che è l’equilibrio dietetico non derogabile imposto dalle norme di legge. Il consigliere Giacopelli dichiara che la risposta della maggioranza è apprezzabile e soprattutto auspica che la soddisfazione non debba essere solo la sua personale a fronte della delibera consiliare, ma soprattutto quella dei ragazzi che utilizzano la mensa.

Per chiudere, anche se in realtà si ne è discusso in apertura di seduta, torno sull’argomento BANDIERA ITALIANA NON PRESENTE ALL’ESTERNO DELLA SALA CONSILIARE, argomento già oggetto di discussione informale nel precedente consiglio del 29 novembre. Chiedo molto semplicemente al Sindaco se siano state fatte le opportune verifiche circa le mie richieste. Il Sindaco molto candidamente e sinceramente mi risponde che non sono state fatte verifiche. Comunico allora che le verifiche le ho fatte io e la bandiera ci vuole, all’esterno della sala della biblioteca. Per correttezza procedurale e anche perché mi sono sentito un pò preso alla leggera su un argomento che, pur di non di estrema importanza, richiedeva una verifica necessitante 30 secondi di tempo, chiedo di far mettere a verbale quanto segue:

PREMESSO CHE

Lo scrivente, a margine del Consiglio Comunale del 29 novembre 2014 aveva sollevato una eccezione circa la mancata esposizione della bandiera nazionale all’esterno della sala consiliare, come previsto dal Regolamento all’articolo 4 comma 5;

A seguito di confronto con la maggioranza è emerso che tale mancanza è “storica”, ed è probabilmente dovuta al verificarsi congiunto di una sala consiliare in sede distaccata dal palazzo comunale  e di un regolamento che in merito lascia troppo spazio all’interpretazione;

CONSIDERATO CHE

Seppur trattasi di questione formale, l’argomento meriti comunque un doveroso approfondimento, essendo oggetto del discutere il simbolo rappresentativo della nostra Nazione, della quale il Consiglio Comunale è organismo di diritto pubblico;

Tale approfondimento trova riscontro nei seguenti articoli di legge:

Dlgs 267/00 (TUEL) Articolo 38 Comma 9, che testualmente recita:

In  occasione  delle  riunioni  del  consiglio  vengono  esposte all'esterno  degli  edifici,  ove  si  tengono,  la  bandiera   della Repubblica italiana e quella dell'Unione europea per il tempo in  cui questi esercita le rispettive funzioni e attività. Sono fatte  salve le ulteriori disposizioni emanate sulla base della legge  5  febbraio1998,  n.  22,  concernente  disposizioni  generali  sull'uso   della bandiera italiana ed europea.

Legge 5 febbraio 1998, n. 2, Articolo 2, che testualmente recita:

1.  La  bandiera della  Repubblica  italiana  e quella  dell'Unione europea  vengono esposte  all'esterno  degli edifici  ove hanno  sede centrale gli organismi di diritto pubblico di  seguito indicati, per il tempo in cui questi esercitano le rispettive funzioni e attivita':

a)gli  organi  costituzionali  e  di  rilievo  costituzionale,  e comunque la sede  del Governo allorché  il Consiglio dei Ministri e' riunito;

 b)i Ministeri;

c) i consigli regionali, provinciali e comunali, in occasione delle riunioni degli stessi;

d)gli uffici giudiziari;

e)le scuole e le università statali.

2. La  bandiera della  Repubblica  italiana  e quella  dell'Unione europea  vengono altresì  esposte all'esterno  dei seggi  elettorali durante   le   consultazioni   e   all'esterno   delle   sedi   delle rappresentanze diplomatiche e consolari italiane all'estero.

3. Il  regolamento  e  le  norme  regionali  di  cui  al  comma  2 dell'articolo  1 possono,  nei limiti  delle rispettive  competenze, dettare una disciplina integrativa in merito alle modalità di uso ed esposizione  della bandiera  della Repubblica italiana  e di  quella dell'Unione europea  nonché di  gonfaloni, stemmi e  vessilli, anche con  riferimento  ad organismi  di  diritto pubblico non  ricomprese nell'elenco di cui al comma 1 del presente articolo.

SI CHIEDE GENTILMENTE CHE

In ottemperanza alle norme di legge sopra citate, in occasione delle riunioni del Consiglio Comunale vengano esposte, all’esterno della sala consiliare della biblioteca (o comunque all’esterno di altre  eventuali sedi alternative delle adunanze) la  bandiera della  Repubblica  Italiana  e quella  dell'Unione Europea.

Relativamente a questa vicenda “nazionalista”, politicamente posso anche sforzarmi di capire, anche se solo in minima parte, l’avversione al tricolore da parte della nostra amministrazione targata LEGA NORD. Ciò non toglie che la legge va rispettata anche se non piace.

Auguri per un Sereno 2015 a Tutti ! ! !
Davide Donà