ORDINE DEL
GIORNO
TUTTE LE DELIBERAZIONI
Dopo 4 mesi senza convocazioni il Consiglio Comunale si riunisce
in questa prima seduta del 2015 per discutere un ordine del
giorno di 14 punti. Qualche seduta in più darebbe maggior senso al consiglio,
considerato al momento, sbagliando in pieno, da chi lo presiede e dalla sua
maggioranza, come un inevitabile mal di pancia. Comincio così questo articolo,
un po’ sull’amareggiato, amarezza più da cittadino che da consigliere, amarezza
che mi deriva dall’aver constatato stasera un basso profilo in chi ci governa.
Se a livello locale la forza è questa, non lamentiamoci dei politici che
mandiamo a Roma. Contrariamente da quel che si può pensare, il mio malessere,
la mia tristezza di cittadino, non mi derivano dal fatto che le mozioni e le
proposte da me presentate siano state bocciate. La politica è questa, bisogna
accettarne le regole, che prevedono la superiorità decisionale della
maggioranza, seppur il più delle volte motivata da pregiudizi di parte e non da
effettivi studi e ragionamenti. La mia tristezza deriva dal fatto che mi sono
trovato di fronte persone annoiate, svogliate, che non approfondiscono le
questioni nel merito e cercano sempre scusanti e scappatoie per non agire.
Qualcuno di loro tende anche ad addormentarsi durante i miei interventi. La
nostra maggioranza ha scarse competenze tecniche, e questo a livello locale è
comprensibile e in certa misura accettabile, ma purtroppo non ha nemmeno voglia
di evolversi, di acquisire qualche conoscenza in più, di aprire i suoi
orizzonti, e questo non porta progresso. Ritengo comunque giusto fare i
complimenti alla maggioranza per l'evento sportivo StraGrignasco del 26 aprile,
ben riuscito e organizzato perfettamente. L'assessore Balzarini è indubbiamente
molto bravo in questo incarico, niente da dire, anzi, chapeau. Ho ritenuto
buona cosa, per una miglior chiarezza dell'articolo, inserire il link alle
normative citate nei vari punti.
Punto 1
Approvazione dei verbali
della seduta precedente
Su questo punto nulla da eccepire, approvazione all’unanimità.
Noto con piacere che la bandiera italiana è stata esposta, per la "felicità"
del segretario grignaschese della Lega Nord, nonché assessore, che dopo 20 anni
di politica attiva non conosceva nemmeno il regolamento dell'istituzione della
quale fa parte...non solo lui, comunque.
Punto 2
Rendiconto della Gestione
Finanziaria
Si tratta della discussione sul Bilancio Consuntivo 2014.
Mi sono astenuto su questo punto e ho espresso la mia opinione in
merito con il seguente intervento:
«La gestione economico-finanziaria degli
enti pubblici è estremamente complessa, e per il giudizio tecnico-contabile è
doveroso, per chi, come me, ha altre competenze, affidarsi alla professionalità
dei tecnici stessi. L'analisi del resoconto è stata un'ottima occasione di
auto-formazione, per andare di più in argomento, anche grazie alla
documentazione messa a disposizione: la relazione del revisore, precisa e
chiara, e la dettagliata ricognizione dei residui elaborata dalla responsabile
del servizio finanziario. Il dato di sintesi che ho ricavato, confermato anche
dall'analisi del revisore e da quella della giunta, è quello che la difficoltà
dei comune nel disporre per intero dei propri fondi derivanti dai tributi, è
l'anello debole del ciclo economico dell'ente. Debolezza che impedisce di fatto
politiche di maggior investimento, che mettano anche in moto una crescita
locale e la possibilità di una maggiore equità fiscale. Tale difficoltà è il
risultato di diverse componenti: 1) difficoltà gestionali (carenza di risorse
dedicate di contro a un'instabile e sempre più complessa evoluzione normativa);
2) un'importante quota di "distrazione" fiscale dei contribuenti; 3)
l'obbligo di mantenimento a residuo di crediti difficilmente recuperabili. Ciò porta
a ragionare su numeri in buona parte aleatori. Ma il trend è in miglioramento,
il problema è ben focalizzato, per cui credo che la situazione finanziaria del
comune, se da un lato non si può certo definire esaltante, pare nel complesso
abbastanza equilibrata, con margini di sufficiente sicurezza, anche se
costretta a una costante fragilità. Mi permetto di sollevare un rilievo alla
giunta comunale, riguardo alla relazione in allegato al resoconto. Non vi sono
commenti relativi al controllo di gestione. Tradotto: mancano le valutazioni
descrittive sull'efficacia dell'azione condotta in relazione ai risultati
conseguiti, ai costi sostenuti, ai tempi di esecuzione, ai programmi e agli
obiettivi di riferimento. Ne viene fuori un documento incompleto, poco
funzionale a spiegare ai cittadini le attività degli organi politici in
relazione ai programmi verso i quali hanno ottenuto la loro fiducia. Vi sono
diversi articoli del TUEL che richiamano le attività di relazione che la giunta
dovrebbe espletare verso il consiglio: oltre agli articoli direttamente
richiamati in materia di resoconto, art.151 e art. 231, vi sono, io credo, da
considerare pure l'articolo 198; l'articolo 48 (comma 2, ultimo capoverso) e
anche l'articolo 42 comma 3: la lettura congiunta di tutti questi articoli
porta a concludere che la seduta di approvazione del resoconto sia il momento
più indicato ove l'organo esecutivo dovrebbe relazionare al consiglio. Auspico
che già a partire dal bilancio di previsione 2015 il concetto del controllo di
gestione sia sviluppato in maniera più completa e soprattutto funzionale al suo
scopo. Per quanto sopra considerato confermo il mio voto di astensione, in
linea con quanto fatto in sede di approvazione del previsionale 2014».
Punto 3-4-5
Società partecipate –
Commissione paesaggio – Piano alienazioni
Punti con pochi “brividi” e abbastanza scontati. Mi permetto di
suggerire, come battuta ma non troppo, l’eventuale presa in considerazione di
una futura alienazione della Colonia Elioterapica, attualmente utilizzata un
mese scarso all’anno e non certo strategica per il futuro del nostro comune,
dato che gli investimenti per gli edifici scolastici / ricreativi si sono
giustamente concentrati in centro paese. Anche qui l'assessore padano fa un
intervento talmente pregno di contenuto politico che, passata una settimana,
ancora lo devo capire.
Punto 6
Mozione: Albo Pretorio
Touch Screen
Leggo la Mozione integrandola con le seguenti considerazioni:
«A proposito della problematica del digital divide, è positivo
notare come la questione sia di fatto condivisa in modo trasversale: dalla
maggioranza, che fra le linee programmatiche ha incluso il servizio di free
WI-FI, alla minoranza che aveva a sua volta avanzato delle proposte innovative.
Alzando il livello istituzionale anche il Presidente Mattarella ne ha fatto un
breve ma significativo cenno durante il discorso di insediamento, dove ha
rimarcato l'importanza delle nuove tecnologie e del superamento del divario
digitale nell'ottica delle finalità costituzionali della Garanzia del diritto
allo studio, al lavoro, al futuro, della promozione della cultura diffusa e
della ricerca. La stessa maggioranza ha incluso nel sito istituzionale il Link
DISOCCUPATI VALSESIA, ottimo servizio, ma non fruibile da chi non ha un
collegamento internet disponibile. Io ritengo che anche un piccolo ente come il
nostro comune possa e debba spingersi un pò oltre la minima innovazione imposta
dalla legge, avanzando una proposta, tema della presente mozione. Questo anche
in coerenza al potenziamento dell’utilizzo delle nuove tecnologie per l’accesso
ai documenti amministrativi, posto dalla giunta fra i suoi obiettivi strategici
(vedasi il Piano della Trasparenza). In aggiunta a ciò, calandosi in
prospettiva futura, e considerando il progressivo obbligo di
dematerializzazione dei documenti (vedasi il Piano di Informatizzazione), uno
strumento informatico come quello proposto potrebbe essere il giusto supporto
propedeutico per i cittadini, nella sua adeguata e naturale locazione, per
l'utilizzo delle nuove modalità telematiche di presentazione delle varie
istanze».
Il parere della maggioranza Beatrice:
Il sindaco afferma che è una buona idea ma non serve. C’è già un
computer in biblioteca (cosa c'entra, io mi chiedo?) e in comune non lo
userebbe nessuno (ovvio che se non hai voglia di spiegare alla gente che scopo
ha…). In pratica fa capire che è meglio non portarsi in casa grane, troppo da
pensare, andiamo avanti così che va benone, "lasa che l'ava la vaga a ngiù". La proposta viene quindi
respinta.
Ho la netta impressione che molti della maggioranza non sapessero qual è la
funzione dell’albo pretorio e che quando ho esposto il progetto tecnico vero e
proprio avessero solo una vaga e incerta conoscenza della tecnologia
informatica…magari mi sbaglio, spero di sbagliarmi. Faccio comunque notare che
la proposta si sarebbe finanziata con il mio gettone di presenza, al quale ho
da subito rinunciato. Peccato, sarebbe stato un segnale di crescita culturale.
Punti 7-8-9-11
Interrogazioni: Accertamenti
TARSU / Sportello cittadino/
ISEE Buoni pasto / Mensa
scolastica
Si discutono le interrogazioni dei consiglieri Pettinato e
Giacopelli, relative agli accertamenti integrativi della tassa rifiuti,
allo sportello del cittadino, all'adeguamento ISEE e alla mensa scolastica. I
colleghi si dichiarano nel complesso parzialmente soddisfatti delle risposte (se
avrò disponibilità delle eventuali repliche scritte della maggioranza le
pubblicherò). In sintesi: sugli accertamenti Tarsu il comune difende la
regolarità del proprio operato, ammettendo ritardi nelle operazioni, dovute
però a carenza di personale dell'ufficio tributi. Pettinato insiste sul fatto
che alcui accertamenti non sono corretti: si concorda che verranno riverificati.
Sullo sportello del cittadino la maggioranza è d'accordo sul fatto che
si trattava di un buon servizio, interrotto però per volontà unilaterale del
gestore esterno e non per volontà della maggioranza stessa. Pare che sia in
dirittura d'arrivo l'istituzione di una valida alternativa. Sull'adeguamento
ISEE in linea di principio la maggioranza troverebbe giusto applicarlo,
però si andrebbe incontro al rischio di dichiarazioni mendaci, difficilmente
verificabili, e che farebbero quasi sicuramente perdere introiti per la
copertura del servizio. Per quanto riguarda la mensa scolastica
effettivamente alcune problematiche persistono ma la maggioranza assicura
impegno impegno costante e attenzione. Devo dire che Luca e Gaetano sono stati
corretti e chiari nell'esporre le argomentazioni, su questioni di sicuro
interesse e utilità per la nostra comunità: sono fiducioso che questa pubblica
sensibilizzazione possa portare dei miglioramenti.
Punto 10
Mozione: SICUREZZA
STRADALE AL PESO PUBBLICO
Leggo la Mozione integrandola con le seguenti
considerazioni:
«È importante tener presente un concetto
fondamentale per ragionare sugli interventi migliorativi della sicurezza
stradale: un certo tratto di strada può essere considerato pericoloso anche se
il numero degli incidenti non è significativo. Secondo gli studi del settore
ciò che ha rilevanza è la distribuzione e la tipologia di quelle situazioni
limite di conflitto, osservabili anche in condizioni di normalità, che
potenzialmente potrebbero trasformarsi in incidenti.
Riguardo alle eventuali irregolarità degli attraversamenti
pedonali richiamate nella Mozione la verifica fa fatta a fronte di:
SONO VIETATI GLI ATTRAVERSAMENTI PEDONALI DAVANTI AGLI AUTOBUS
Codice della
Strada (Cds) Art. 40 e relativo Regolamento di
Esecuzione e di Attuazione (Reg) Art. 137 e Art. 145, ovvero:
L'ART. 40 CdS DEFINISCE L'ATTRAVERSAMENTO PEDONALE COME SEGNALE
ORIZZONTALE;
L'art 137 del Reg per i segnali orizzontali definisce i
requisiti di:
ANTISCIVOLOSITÀ;
COLORI: BIANCO GIALLO AZZURRO NERO.
L'art 145 del Reg per gli attraversamenti pedonali definisce che
si deve trattare di:
IL PARERE DEL
MINISTERO DEI TRASPORTI PROT. 1379 DEL 11/03/2011
Tale documento (del quale raccomando la lettura perché oltre
alle strisce pedonali tratta di altre cose da tenere in conto per la
progettazione della viabilità) pone l'accento sul fatto che È VIETATA LA
COLORAZIONE PERCHÈ DEVE ESSERCI UNIFORMITÀ: LA MATERIA È REGOLAMENTATA DA
APPOSITO CODICE CHE DEVE ESSERE DA TUTTI RICONOSCIUTO E RISPETTATO.
Questo perché, per ipotesi, un eventuale
investimento di pedone su attraversamento pedonale irregolare potrebbe mettere
il comune in condizioni di torto, dato che l'investitore potrebbe appellarsi al
fatto che siffatto attraversamento non è riconoscibile, a norma, come tale.
IL PIANO DI
SEGNALAMENTO DELLA VIABILITÀ PROVINCIALE DI NOVARA
Tale studio, effettuato dalla Provincia,
ha evidenziato alcune anomalie della segnaletica sul nostro territorio, in
particolare “è stata rilevata la presenza di attraversamenti pedonali posti su
base resa artificialmente di colore rosso, in contrasto con quanto prescrive la
normativa vigente” (era il 2009), ma anche con il verde attuale il concetto non
cambia.
Ma sarebbe troppo facile, e non fa parte del mio modo di agire,
sollevare problemi e non suggerire
soluzioni.
Considerati i tempi di ristrettezze economiche, non sono qui a proporre la
costruzione di una stazione degli autobus (anche se, forse, in un passato più o
meno recente ci si poteva anche pensare). Voglio invece fornire qualche spunto,
a basso costo, per migliorare la situazione relativamente alle 2 criticità del
tratto stradale in questione. Le soluzioni proposte sono già state adottate dai
comuni limitrofi, da tempo, e questo ne conferma l'efficacia. Da considerare
che la Mozione tratta di un particolare tratto di strada, ma le criticità sono
comunque simili in tutti i tratti di strade provinciali che attraversano il
nostro centro abitato, quindi si potrebbero adottare anche in altre situazioni.
CRITICITÀ 1 - Velocità elevata in
attraversamento di centro abitato
1) Dissuasori di velocità a display
(funzione educativa, non sanzionatoria);
2) Rallentatori ottici (strisce
trasversali come già fatto in via Volta);
3) Replica del segnale di limite di
velocità sulla carreggiata, in termoplastico preformato;
4) Rallentatori ad effetto
acustico/vibratorio;
CRITICITÀ 2 - Sorpasso sulle strisce pedonali
5) Da tracciare e
mantenere puntualmente ben definita la striscia continua;
6) Segnalatori
lampeggianti per attraversamento pedonale;
7) Attraversamento
pedonale illuminato dall'alto;
8) Replica del segnale di divieto di
sorpasso in corrispondenza della fermata in termoplastico preformato;
9) Piccola isola di traffico centrale
mediante strisce bianche inclinate tracciate sulla carreggiata.
Per entrambe le criticità
10) Tracciamento del riquadro di fermata
degli autobus (per altro è un obbligo);
11) Rafforzamento dell’identità del
tratto stradale introducendo elementi di arredo che evidenzino la funzione
urbana della strada (per es. cartelli di avviso colorati che evidenziano che
siamo in centro abitato).
12) Monitoraggio Calendarizzato da parte
dei Vigili urbani
Multe o non multe?
Voglio brevemente
prendere posizione circa il fatto che vede i comuni "far cassa" con
le multe. A tal proposito è bene ricordare che:
1) Non c'è multa se
non c'è infrazione, quindi chi rispetta le regole può star tranquillo;
2) Mi piace sempre
fare l'esempio concreto della città di Borgosesia, fino a 20 anni fa preda di
viabilità caotica e di totale indisciplina. I successivi cambi di
amministrazione hanno imposto tolleranza zero verso le infrazioni al CdS. Tale
linea ha portato, nel corso di qualche anno, all'educazione dei cittadini al
rispetto delle regole stradali. E con le multe incassate si sono visti sempre
più e sempre migliori accorgimenti per la sicurezza e la manutenzione stradale.
Si è innescato un circolo virtuoso i cui benefici sono visibili a tutt'oggi e
che ha giustamente suggerito alle successive amministrazioni di proseguire in
quella direzione.
Competenza degli interventi sulla
segnaletica stradale
È bene ricordare che l' apposizione e la
manutenzione della segnaletica stradale nei tratti di strade non di proprietà
del comune all'interno dei centri abitati con popolazione inferiore ai
diecimila abitanti, È DI COMPETENZA DEL COMUNE, esclusa quella concernente le
caratteristiche strutturali o geometriche della strada che è di competenza
degli enti proprietari, come stabilito dal Cds art. 37, comma 1, punto d. Tale
disposto, considerato in combinato con l'art. 208 , comma 1 e comma 4 dello
stesso CdS, fornisce oggettiva evidenza dell’intento del Codice della Strada di
ricondurre alla competenza di un solo soggetto l'intera materia della
disciplina della circolazione all'interno del centro abitato, indipendentemente
dalla proprietà stradale e dalla consistenza demografica dell'abitato,
delineandone anche gli strumenti per la copertura finanziaria».
Il parere della maggioranza Beatrice:
Il sindaco mi risponde che il problema della fermata degli autobus
è stato segnalato alla provincia di Novara per valutare un eventuale
spostamento. Bene, dico io, se va in porto è ottimo. Mentre per quanto riguarda
le strisce pedonali, anche lì tende a tirare in ballo ancora la provincia per
il loro posizionamento e comunque mi dice che verrà utilizzata una vernice a
norma per lo sfondo colorato: qui comincio ad avere qualche dubbio, mi sembra
che non abbia capito che lo sfondo è vietato dal codice della strada. E poi in
provincia fino a un anno fa non c’erano i loro amici leghisti con i quali
dovevano crearsi le meravigliose sinergie? Perché aspettiamo solo adesso a
pensare al problema della fermate degli autobus? Quindi, in sostanza, mi dice
che la mozione viene respinta. Rimango stupito: si concorda sul
problema e si respinge la mozione? qualcosa non quadra e comincio ad alterarmi.
Al che 2 consiglieri di maggioranza, tra i quali l'assessore ai lavori pubblici
leghista, dopo che ho letto in aula 12 possibili interventi migliorativi della
sicurezza stradale, mi chiedono, con fare sprezzante: "ma tu cosa faresti,
dicci 1 (una) cosa che faresti!". A questo punto mi devo proprio
incazzare. A parte il fatto che il mandato per fare le cose lo hanno loro, ma ho
appena dato lettura di 12 soluzioni, per le quali ho sentito, per mio conto e a
mia spesa di tempo, la provincia di Novara, la regione Piemonte, ho
approfondito il codice della strada e ho letto degli studi progettuali fatti da
altri comuni. E questi si svegliano dalla pennichella del dopo cena e mi dicono
così. E così sono costretto ad alzare la voce, difendendo la mia posizione, e
lo rifarei altre mille volte! ringrazio Luca per aver sostenuto la mia
posizione e la finalità della mia azione. La mozione, purtroppo, il cui scopo
principale era quello di far presente che una strada trafficata, in centro abitato,
è un potenziale pericolo da arginare, viene ridotta a una disputa sul colore
delle strisce e sulla qualità della vernice: dato che al sindaco piacciono
tanto le strisce verdi, consiglio, a lui (e all'ufficio tecnico), la lettura di
questo articolo, oltre che di tutte le altre norme di legge in materia.
Punto 12
Interrogazione:
CONCLUSIONE LAVORI EDIFICIO SCOLASTICO
Leggo l'interrogazione integrandola con le seguenti
considerazioni:
«Mi permetto di fare alcune brevi
considerazioni utili a chiarire la finalità di questa interrogazione, finalità
che vanno al di là dell'oggettiva questione in sè. Mi spiego. L'evoluzione
gestionale della Pubblica Amministrazione introdotta dalle recenti riforme
(Brunetta) tende ad assimilare la sfera pubblica a quella privata.
Personalmente questa transizione non mi convince del tutto. Sono due mondi
diversi, con diverse finalità, diverse procedure e differenti problematiche. Un
principio delle riforme verso il quale però mi trovo in accordo, anche perché
lo vivo e lo gestisco nella mia professione, è quello che vede il cittadino
come vero e proprio cliente della pubblica amministrazione, la quale, nella
finalità di soddisfarlo deve lavorare in qualità. Lavorare in qualità non
significa non fare errori, ma significa, tra le altre cose, imparare da essi
per ripeterne sempre meno. Caliamoci in questa prospettiva: l'errore di
gestione/esecuzione che stiamo discutendo ha portato alla realizzazione di un
prodotto sbagliato e a un ritardo di consegna di 1 anno. Errore che in una
impresa privata provocherebbe la quasi sicura perdita del cliente e la messa a
rischio dei posti di lavoro. Non è questo il caso, per fortuna. Ma il messaggio
è quello che dal privato si debbano certo mutuare i benefici gestionali, ma
anche una effettiva, seppur in un certo senso simulata, attenzione ai rischi.
In questo ragionamento rientra secondo me anche l'altra problematica, relativa
alla manutenzione della struttura metallica della cancellata, oggetto anche di
uno scambio di dichiarazioni mezzo stampa tra il sindaco e il collega
Pettinato. Il collega aveva sollevato dubbi, con ragione, sul fatto che una
semplice mano di vernice potesse risolvere un problema di corrosione in stato
avanzato. Credo che prima di dire, come è stato fatto e riassumendolo in
estrema sintesi: "beh, allora, dato che sei bravo fallo tu!" sarebbe
forse prima il caso di domandarsi perché la cancellata è arrivata a essere in
quello stato. Se la mano di vernice e le eventuali saldature di riparazione
fossero state fatte prima, a scadenze regolari e programmate, non ci sarebbe
stata corrosione passante come invece si rileva ora: quindi, forse, io ritengo,
qualche carenza nella gestione manutentiva c'è stata, ed è lì che si dovrebbe
concentrare l'amministrazione. I quesiti della presente interrogazione sono gli
stessi che un'azienda privata che lavora in qualità si sentirebbe porre dal
proprio cliente, il quale vuole verificare se può averne ancora fiducia o se è
il caso di preoccuparsi: ovvero se la negatività dell'errore si sia trasformata
in positiva "Lesson Learned" (apprendimento organizzativo basato su
problemi riscontrati) oppure sia stata classificata come "sfortuna"».
La risposta della maggioranza Beatrice:
Il
sindaco fornisce spiegazione dei ritardi e indica nel mese di giugno la data
per la conclusione dei lavori. In pratica la ditta non ha provveduto a
sistemare subito l'errore di esecuzione perché il comune non ha pagato l'avanzamento
dei lavori. Come al solito vengono incolpati i "cattivoni" di Roma
che hanno tagliato i trasferimenti, mentre per 10 metri di cancellata in
acciaio e cemento piazzati tutti storti e disallineati la colpa è della
sfortuna. Se fosse stata controllata adeguatamente la messa in opera del
manufatto ora i lavori sarebbero finiti e la ditta non avrebbe avuto di che
"ricattare" il comune, prolungando il cantiere per oltre 1 anno dalla
prevista data di consegna. Mi dichiaro parzialmente soddisfatto, perché,
al di là del classico scaricabarile, almeno alcune risposte sono state date.
Punto 13
Interpellanza: CONVENZIONI
TRA I COMUNI EX ART.42 TUEL
Leggo l'interpellanza integrandola con le seguenti
considerazioni:
«Con
la convenzione in oggetto si è stabilito di far prestare opera a un lavoratore
del comune di Grignasco per metà del tempo presso il comune di Maggiora. Scopo
dell'operazione produrre un risparmio per Grignasco, che pagherà solo la metà
dello stipendio e contemporaneamente dare un aiuto al comune "amico"
di Maggiora che si trova in carenza di personale. Dunque, letta questa delibera
(preciso che non le approfondisco tutte, per carità, non ne avrei tempo e modo,
ma cerco di esercitare il mio dovere di controllo andando a spot e chiedendo,
come in questo caso, chiarimenti laddove ritengo sia necessario) e letti
l'articolo 30 del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (TUEL) (esplicitamente
richiamato, che definisce lo strumento delle convenzioni), e l’articolo 42
comma 2 lettera c dello stesso TUEL (implicitamente richiamato e ove la
competenza delle convenzioni fra comuni è attribuita al consiglio comunale,
senza distinguo o eccezioni relativamente al contenuto delle stesse):
Art. 42 comma 2 lettera c del
D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (TUEL)
2. Il consiglio ha competenza
limitatamente ai seguenti atti fondamentali:
c) convenzioni tra i comuni e quelle tra
i comuni e provincia, costituzione e modificazione di forme associative;
Mi sono posto un interrogativo circa le
competenze di consiglio e giunta, ma non tanto per il caso specifico in sé,
quanto nel quadro di un ragionamento più ampio. Ovvero, non sono qui a dire che
l'atto in sé è irregolare, sembra ormai prassi consolidata, anche se forse
discutibile, approvare questi accordi in giunta , ma voglio porre l'accento sul
fatto che togliendo sempre più spazio al Consiglio Comunale lo si svuota del
suo ruolo, che non è solo quello di ratificare le decisioni della giunta, ma
dovrebbe essere quello soprattutto di indirizzo politico, ovvero luogo di luogo
di condivisione e confronto, di crescita: se questo non è, se si pensa che non
lo debba essere, trovano piena ragione i tagli fatti al numero dei consiglieri
e ai loro già poveri compensi. Se il provvedimento poteva essere portato in
consiglio perché non farlo? e poi, non mi sembra che il consiglio comunale sia
così carico di lavoro da non potersi permettere un punto in più all'OdG: lo
dimostrano 4 mesi senza la convocazione di una seduta. Credo che qualche seduta
in più, oltre a quelle richieste dagli obblighi di legge, non sia impossibile
da fare e non farebbe certo male al confronto democratico».
La risposta della maggioranza Beatrice:
Risponde
il Segretario Comunale, tecnicamente non mi dà torto, anche se capisco che,
dalla sua posizione, che non mi possa dar piena ragione. Ma, a parte questo,
spero che le mie considerazioni circa il ruolo e l'utilità del consiglio
possano aver acceso qualche minima riflessione al proposito. Mi dichiaro
soddisfatto.
Punto 14
Mozione: LE GIORNATE
DELLA TRASPARENZA
Leggo la Mozione integrandola con le seguenti considerazioni:
«Al di là dei riferimenti di legge e del linguaggio forse un pò
oscuro appena utilizzato, è necessario spiegare in cosa possano consistere
queste Giornate della Trasparenza (dico possano perché non codificate). Possono
assumere la forma di incontri pubblici aperti, open days, oppure anche, per
esempio, delle appendici ai normali consigli comunali. Devono essere
finalizzate a informare e coinvolgere i cittadini in merito alle attività e
alle prestazioni (performance) dell'ente comunale. Possono e devono essere
un'occasione privilegiata di condivisione e confronto del sapere, delle
esperienze, delle esigenze e dei punti di vista. Queste iniziative assegnano
alla parte politica una missione importante, una sfida difficile ma stimolante,
ovvero contribuire a crescere e formare generazioni di cittadini più attente,
più informate, e che conoscano i meccanismi politico - amministrativi meglio di
quelle attuali. Questo significa Partecipazione: i cittadini non devono essere
solo soggetti passivi di diritti e doveri ma devono poter conoscere la sfera
pubblica, averne coscienza, per esercitarne il controllo e
contribuire al suo miglioramento. Bisogna crederci, avere volontà ed entusiasmo
in questa direzione, uscendo dall'ordinaria amministrazione e tornando a dare
un senso più alto al ruolo della politica: siamo in tempi di ristrettezze
economiche, ma è necessario essere ottimisti e preparare il terreno per le
generazioni future, anche e soprattutto attraverso il loro coinvolgimento.
Personalmente non so se al termine di questo mio mandato continuerò
l'esperienza politica, oppure tornerò ai miei hobby. Probabile la seconda che
ho detto. Però durante questi anni, al di là del mio ruolo di
"controllore" della maggioranza, perseguirò l'obiettivo di
coinvolgere altre persone, il che è molto più semplice di quanto possa
sembrare, a cominciare dal semplice gesto di invitare le persone ad assistere
alle sedute del consiglio comunale».
La risposta della maggioranza Beatrice:
La
maggioranza respinge la mozione,
con il tipico atteggiamento da cattivo studente, che cerca le scuse più
disparate per non fare i compiti. Oltretutto le mozioni si potrebbero anche
modificare direttamente in aula prima del voto, in modo tale che si possa
trovare un compromesso sul testo, nel caso ci sia generale convergenza sul
tema. Ma siamo alle solite, bisognerebbe aver voglia. Comunque replico come
segue:
«Mi permetto di sollevare un dubbio circa la motivazione del voto
contrario della maggioranza, che è quella che il dispositivo della mozione ha
carattere imperativo. Faccio notare che la mozione non fa altro che riportare
la legge, che OBBLIGA LE AMMINISTRAZIONI a dare atto a queste
iniziative. A essere imperative sono le norme di legge e non il consigliere
Donà. Prendo anche quindi atto del fatto che la maggioranza si pone in
contrasto con la normativa vigente. Riporto testualmente tali norme, citate
dalla giunta nel Piano della
Trasparenza:
D.Lgs.
n. 33/2013 - Art.10 comma 6
OGNI AMMINISTRAZIONE PRESENTA il Piano e la
Relazione sulla performance di cui all'articolo 10, comma 1, lettere a) e
b), del decreto legislativo n. 150 del 2009 alle associazioni di consumatori
o utenti, ai centri di ricerca e a ogni altro osservatore
qualificato, nell'ambito di apposite giornate della trasparenza senza nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica.
DELIBERA CIVIT
N. 105/2010 – CAPITOLO 5
Ai sensi dell’articolo 11, comma 6, del d. lg. n. 150 del 2009
(sostituito dal sopra riportato art. 10 comma 6 del d.lgs. n. 33/2013) OGNI
AMMINISTRAZIONE HA L’OBBLIGO di presentare il piano e la relazione sulla
performance, di cui all’articolo 10, comma 1, lettere a) e b) del medesimo
decreto, alle associazioni di consumatori o utenti, ai centri di ricerca e a
ogni altro osservatore qualificato, nell’ambito di apposite giornate della
trasparenza senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
Il programma triennale per la trasparenza e l’integrità DOVRÀ,
PERTANTO, CONTENERE LA PREVISIONE DI UN’AGENDA DI INCONTRI, ai fini della
presentazione del piano e della relazione sulla performance».
CONCLUSIONI
Una
serata della quale sono personalmente soddisfatto perché ho fatto il mio
dovere, affrontando molti argomenti in maniera costruttiva. Credo che dopo
questa sera qualcuno non mi saluterà più, si riterrà offeso dal mio
atteggiamento a volte molto, forse troppo, "passionale". Qualcuno fra
il pubblico ha notato che sono stato apostrofato dai consiglieri di maggioranza
come "Testa di C…O": lo accetto, fa parte del mio ruolo, le cose
preferisco dirle direttamente, esponendomi agli insulti. Sono orgoglioso di
tenere ben alta la mia "Testa di C…O". A questi comunque ricordo che
quando vorranno bere un caffè con me, sono sempre disponibile. La partita si
gioca in aula e finisce lì, niente di personale, ma il confronto deve essere
sul ruolo e le funzioni che ricopriamo e sulle idee che ognuno avrebbe il
dovere di esprimere. Non si mettono in dubbio di certo le persone, ma credo che
una società complessa come quella che ci troviamo a vivere richieda qualcosa in
più di quello messo in campo stasera dall'amministrazione Beatrice.